Laura De Clarapsicoterapeuta · medico Prendi contatto

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Di cosa mi occupo

Le aree in cui lavoro, i tipi di terapia e le tecniche che scelgo insieme a te.

Ansia e attacchi di panico

Strategie per comprendere e gestire ansia generalizzata, attacchi di panico e pensieri ossessivi.

Da cosa è causato il Disturbo di Ansia?

Capita che la sensazione di ansia creata in buona fede dal nostro corpo diventi elevata e costante, venendo percepita limitante e frustrante dalla persona. Questa degenerazione si manifesta in Disturbi di Ansia.

Le cause di questi disturbi sono molteplici; possono essere derivati da un evento traumatico oppure generati dal contesto familiare, lavorativo o quotidiano nel quale l’individuo vive.

Qui di seguito i disturbi più noti.

I principali i Disturbi di Ansia

Ansia Generalizzata

L’Ansia generalizzata, detta anche DAG o GAD (dall'inglese Generalized Anxiety Disorder) è caratterizzata da sintomi fisici e psichici dell'ansia che sembrano non avere una particolare causa generante. Chi soffre di disturbo d’ansia generalizzata tende a essere costantemente in stato d’allerta ed eccessiva preoccupazione; a volte il solo pensiero di superare la giornata produce ansia. Per questo motivo le persone che ne soffrono risultano spesso irrequiete, distratte e impazienti. L’ansia generalizzata si manifesta tramite sudorazione, vampate, batticuore, extrasistole, nausea, diarrea, bocca secca, nodo alla gola, ecc...

Attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono stati di ansia molto forte e improvvisa che provocano nella persona un’intensa paura di perdere il controllo, d'impazzire o di morire. Come un fulmine a ciel sereno, l’attacco di panico avviene inaspettatamente e senza preavviso, portando la persona ad avere paura che l’esperienza traumatica possa succedere di nuovo e a rispondere ai i normali sintomi fisici dell’ansia come fossero veri e propri pericoli. Oltre a percepire una paura intensa, le persone durante un attacco di panico possono avere sintomi fisici importanti come palpitazioni, tachicardia, fatica a respirare, senso di oppressione toracica, dolore al petto, nausea e disturbi addominali.

Disturbo Ossessivo Compulsivo

Molto frequente ma poco conosciuto, il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo psichiatrico caratterizzato da pensieri (ossessioni) che innescano nella persona un’ansia/disgusto che la spinge a effettuare azioni ripetitive materiali o mentali per tranquillizzarsi (compulsioni). Le ossessioni più comuni sono la paura dello sporco, la fobia di contaminazione, l’ordine e simmetria, paura di perdere il controllo, ma la lista può essere molto più lunga. Esse sono, per chi le prova, altamente disturbanti e per questo motivo vengono oppresse attraverso compulsioni che possono essere rispettivamente pulirsi frequentemente, controllare per fugare i dubbi ossessivi, mettere in ordine i propri oggetti mantenendo rigidi schemi, contare e ricontare oggetti ecc...

Come tratto i Disturbi di Ansia

I Disturbi di Ansia sono molto comuni per la maggioranza della popolazione.

L’obiettivo principale del trattamento psicologico per questi è quello di far acquisire al paziente strategie per poter affrontare e saper gestire fisicamente e psicologicamente le situazioni ansiogene. Il trattamento si sviluppa principalmente in due ambiti: inizialmente si focalizza sulla gestione dei sintomi fisici generati dal disturbo tramite tecniche corporee e strategie di contenimento, per poi lavorare sui pensieri disfunzionali attraverso metodologie di tipo cognitivo e comportamentale mirate a identificare, analizzare e interrompere i circoli viziosi che mantengono il problema.

Depressione

Un percorso per uscire dalla tristezza che non passa, dando parola al dolore.

Che cosa è e con quali sintomi si presenta la Depressione?

Depressione è una parola complessa che spesso genera paura e disagio.

Sebbene sia uno dei disturbi più diffusi a livello mondiale, ancora oggi viene utilizzata spesso in modo inappropriato, riferito a un normale momento di scoraggiamento o difficoltà temporanea della persona. La sua natura, in realtà, è molto più complessa: si tratta infatti di uno stato sentimentale di tristezza e sconforto molto profondo, causato da un evento spiacevole o particolarmente stressante, come ad esempio un evento traumatico.

La depressione si può manifestare in 3 differenti livelli: mentale-cognitivo (difficoltà a concentrarsi, pensieri ripetitivi e concentrati su ciò che si ha sbagliato, percezione di una costante sfortuna, perdita di memoria…), emotivo(tristezza, senso di vuoto, abbandono, stanchezza, mancanza d’interesse e di voglia anche a livello sessuale…) e fisico (variazioni di appetito, sonno alterato, apatia, mal di testa…).

Una persona in stato depressivo quindi, ha continui pensieri negativi e idee disfunzionali che la conducono a una bassa sicurezza di sé, a un senso d’inadeguatezza e a difficoltà nel relazionarsi con gli altri. Proprio per questo motivi, molto spesso la depressione viene associata a un Disturbo di Ansia e/o a un Disturbo di Autostima.

Come tratto il disturbo della Depressione

Sebbene la sua complessità, la depressione è un disturbo che può essere curato. Individuare i pensieri negativi e le cause di comportamenti disfunzionali a un sano benessere psicologico è il primo step del trattamento per il disturbo della depressione. Non appena identificati, lo psicologo aiuta la persona a trasformare questi pensieri per far acquisire pensieri, emozioni e comportamenti positivi che favoriscono un approccio più funzionale alla situazione stressante e una migliore qualità di vita.

Autostima

Riconoscere e trasformare i messaggi svalutanti che bloccano la fiducia in sé.

Che cosa è e da cosa è causato il problema di Autostima?

Chiunque si sia sentito demotivato da se stesso, incapace di accettare i propri limiti e difetti, o in alternativa incompreso dal mondo, soffre o ha sofferto di problemi di Autostima.

L’Autostima è la valutazione che la persona dà di se stessa, l’opinione generale, il valore che si attribuisce. Avere una buona autostima significa avere una la soddisfazione di sé, l’intima consapevolezza del proprio valore e la fiducia nella propria capacità di svolgere un determinato compito. Chi invece ha problemi di autostima invece, ha un’immagine di se stesso non corrispondente alla realtà: il rapporto che si crea con il proprio io e gli altri diventa non costruttivo, provocando un enorme e interminabile senso di frustrazione, insoddisfazione e bassa fiducia in se stessi.

Tra le svariate casistiche, i problemi di autostima si possono riassumere in problemi di alta autostima, caratterizzati da un eccessivo orgoglio che porta ad esempio all’incapacità di vedere i propri errori e gli eventuali comportamenti alternativi, o bassa autostima che, al contrario, è caratterizzata da scarsa autostima e da una visione negativa del proprio valore, incondizionata, pervasiva e di lunga durata.

Quest’ultima è la più comune e viene accompagnata da vulnerabilità ai Disturbi di Ansia e uno stile comportamentale passivo. Una persona con bassa autostima ha una scarsa fiducia in se stessa e nel mondo, con la tendenza a dipendere dagli altri per ciò che riguarda la definizione del valore come persona e delle capacità.

Come tratto i problemi di Autostima

Come per il Disturbo della Depressione, i problemi di Autostima vengono trattati focalizzandosi inizialmente sulla definizione dei messaggi e schemi svalutanti che “bloccano” il paziente, per poi lavorare sulla concezione di se e sulla trasformazione di tali messaggi negativi in pensieri positivi, che favoriscono la accettazione di sé, la motivazione.

Sessualità

Difficoltà del desiderio, dell'eccitazione e dell'orgasmo, affrontate con delicatezza e senza giudizio.

Che cosa sono e da cosa sono causati i Disturbi Sessuali?

Per Disturbi Sessuali ci si riferisce ai problemi legati alla sfera sessuale e del rapporto sessuale. Sebbene prendano in considerazione apparati fisiologici, i Disturbi Sessuali sono per la maggior parte di origine psicologica.

Le cause di questi possono essere collegate ad esempio agli aspetti relazionali della Coppia, oppure a una educazione rigida, esigente e normativa, ad ansia generalizzata, o a un rapporto non adeguato con il corpo che genera un senso estremo di vergogna e imbarazzo.

Ciò che accomuna le diverse disfunzioni è un’anomalia nel fisiologico processo della risposta sessuale, vissuta dal soggetto con un disagio tale da compromettere la qualità della sua sessualità.

Di seguito sono elencate le varie casistiche, suddivise rispetto disturbi del Desiderio Sessuale, Disturbi dell’Orgasmo e Deficit durante il rapporto.

I principali i Disturbi Sessuali

Disturbi dell’eccitamento e di desiderio sessuale

I disturbi dell’eccitamento e di desiderio sessuale sono due cose distinte ma che funzionano nello stesso modo.
Esse prendono in considerazione il momento precedente al rapporto sessuale e le loro caratteristiche primarie sono l’assenza d'iniziativa e/o di desiderio, ridotto piacere durante il complesso, mancanza di risposta fisica all’eccitamento sessuale (erezione), scarsità di fantasie sessuali etc…

Mancanza di orgasmo

Comune soprattutto nel sesso femminile, si tratta dell’assenza o ritardo importante dell’orgasmo durante il rapporto sessuale.
Non comprende un’alterazione dell’attività sessuale o della fase di eccitamento, in quanto il desiderio sessuale è normale.
Tale disfunzione può essere assoluta (nessun tipo di orgasmo interno o esterno) o situazionale (orgasmo esterno o parziale).

Dolore durante i rapporti

Si presenta con un marcato dolore pelvico e vaginale durante la penetrazione o i tentativi di penetrazione (vaginismo). Capita spesso che nella donna si presentano vissuti di paura e ansia intensa per la penetrazione vaginale o per il dolore pelvico e vaginale prima, durante o come risultato della penetrazione vaginale, che limitano molto l’esperienza sessuale del rapporto.

Disfunzioni maschili

Si presentano come una difficoltà o impossibilità di avere e/o mantenere una erezione efficace e sono spesso accompagnate da ansia, timore di fallimento, preoccupazione sulla prestazione. Difatti, sebbene si tratti di un apparato fisiologico, raramente le cause sono organiche (che non vanno comunque escluse) ma per la stragrande maggioranza dei casi di tipo psicologico. Per questo motivo vengono considerati come un vero e proprio fattore di diagnosi del disagio.

Le disfunzioni maschili sono generalmente:

  • Eiaculazione precoce: l’incapacità di controllare il tempo dell’eiaculazione; ciò significa che si arriva all’eiaculare dopo una breve penetrazione o prima di essa.
  • Eiaculazione ritardata impossibilità o tempo lungo per raggiungere l’orgasmo a seguito di una stimolazione adeguata e soddisfacente.

Come tratto i Disturbi Sessuali

Parlare dei propri disturbi sessuali con il partner, parenti o amici può essere molto difficile e per questo un consulto di un professionista risulta essere molto efficace per affrontare e risolvere il problema.

La terapia per i Disturbi Sessuali comprende, come prima cosa, la comprensione approfondita del problema e della sua natura; per poi intervenire nello specifico sul sintomo attraverso esercizi di risoluzione e infine esercizi di mantenimento e completamento del risultato raggiunto.

Rapporto con il cibo

Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata e fame nervosa.

Che cosa sono e da cosa sono causati i Disturbi Alimentari?

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono disordini caratterizzati da un’alterazione del rapporto con il cibo e con il corpo. Il contesto sociale attuale, gli standard di bellezza o i ritmi sempre più elevati sono alcuni dei motivi che hanno causato un notevole incremento di casi negli ultimi anni.

Solo in Italia ne soffrono 2,5 milioni di persone, soprattutto tra i 13 e i 26 anni, con una forte prevalenza nel sesso femminile. Ciò che accomuna questi disturbi e un pensiero ossessivo nei confronti del cibo, con la costante paura d’ingrassare; per questo spesso le persone con tali disturbi evitano di mangiare con gli altri o mentono su quanto e quando hanno mangiato.

I principali disturbi alimentari riconosciuti oggi sono:

  • L’Anoressia Nervosa: eccessiva preoccupazione verso il proprio peso corporeo, dalla distorsione dell’immagine di sé e dalla restrizione dell’assunzione di cibo con talvolta gravi ripercussioni a livello salutare fisico;
  • La Bulimia Nervosa: eccessiva assunzione di cibo seguita da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita, con metodi quali il vomito autoindotto o l’uso di lassativi;
  • Il Binge Eating Disorder (BED), o altrimenti detto Disturbo da Alimentazione Incontrollata: disturbo caratterizzato da frequenti abbuffate, che però non sfociano in un disturbo bulimico.

Molti sono i fattori che possono concorrere nello sviluppo di Disturbi Alimentari.

I primi sono di tipo predisponente, che aumentano la vulnerabilità di una persona a sviluppare il disturbo per predisposizione genetica. Insieme a questi, i fattori precipitanti giocano un ruolo decisivo. Possono consistere in eventi o situazioni traumatiche come lutti, aggressioni, separazioni da persone care, ma anche da eventi apparentemente non gravi come un fallimento scolastico, un cambio di scuola o essere presi in giro per il proprio aspetto.

Come tratto i Disturbi Alimentari

Sebbene il trattamento usi un approccio terapeutico multidisciplinare, in quanto include una terapia di educazione alimentare e di monitoraggio medico, la terapia psicologica risulta essere la componente più importante per il trattamento dei Disturbi Alimentari.

Questa può durare da pochi mesi ad alcuni anni e risulta efficace nell’aiutare il paziente nella gestione dei sintomi e nel mantenimento della la propria salute fisica e mentale. La terapia cognitivo-comportamentale svolge un ruolo decisivo in tal senso perché permette non solo d’identificare e cambiare i pensieri non funzionali che spingono verso il disordine alimentare, ma anche a imparare come gestire lo stress e i problemi così da favorire una routine alimentare bilanciata e regolare.

Coppia

Ricostruire una comunicazione che funziona e gestire le tensioni della relazione.

Che cosa sono e da cosa sono causati i Disturbi di Coppia?

I Disturbi di Coppia sono disturbi che prendono in considerazione la Coppia: l’attenzione è focalizzata sulla relazione delle due persone coinvolte e sui cambiamenti che possono essere a essa apportati.

La Coppia di per sé è dinamica, tende a evolvere nel tempo e per questo motivo sono molteplici e differenti le ragioni che generano questi disturbi. Possono essere di natura singola o storico/personale, ma anche di natura comunicativa, diversi stili di vita, assenza di comprensione, difficoltà nella gestione delle emozioni, comprensione delle esigenze del partner, intrusioni da parte delle figure genitoriali, assenze di autonomia…

In tutti i casi, lo scopo principale della terapia è quello di superare la crisi, recuperando un’intesa affinché si possa vivere la relazione in modo nuovo, più costruttivo e soddisfacente.

I principali i Disturbi di Coppia

Problemi di comunicazione

Il cuore di molti problemi all’interno di una Coppia sta proprio nella qualità della comunicazione instaurata al suo interno.
I segnali che evidenziano questi Problemi di Comunicazione sono generalmente la mancanza di strategie nel gestire conflitti, fraintendimenti o post litigi, oppure le difficoltà nel trovare spazi personali come coppia, nel condividere le emozioni, rispondere alle emozioni o capire le esigenze dell’altro.
I problemi di comunicazione inoltre, possono essere associati a Disturbi Sessuali: una comunicazione non ottimale tra i partner, infatti, può evidenziarsi nell’ambito sessuale con mancanza d'intesa e sintonia sessuale, calo di desiderio o generale insoddisfazione sessuale.

Gestione del tradimento

Malgrado i forti sentimenti che i due partner possono nutrire l’uno per l’altro, le difficoltà all’interno di una Coppia possono nascondersi ovunque.
Una generale insoddisfazione di Coppia, un desiderio più profondo di appagamento oppure una necessità di evasione, un’aggiunta di una soddisfazione già esistente nel rapporto possono essere le ragioni che spingono uno dei partner al tradimento.

In questi casi, la terapia di Coppia ha l’obiettivo di andare ad analizzare il tradimento, capendone le ragioni e cercando di recuperare i lati positivi della Coppia. Così facendo, il tradimento può diventare la spinta per la riscoperta della dinamica di Coppia e ristrutturare il rapporto, oppure l’occasione per sciogliere in maniera costruttiva il legame mantenendo le parti buone del rapporto, soprattutto in presenza di figli.

Problematiche educative con i figli

Fare i genitori è difficile, soprattutto quando si hanno visioni diverse: la difficoltà più comune è proprio quella di trovare un accordo, un modo coerente e sintonico per affrontare certi problemi educativi con i figli in modo ottimale. Gli stili educativi differenti (tante regole ferree o poche regole e incoerenti) o punti di vista opposti ostacolano i genitori a tal punto da non riuscire a gestire problematiche con i figli relativamente semplici ad esempio in ambito scolastico (esecuzione dei compiti, impegno…), sociale (cattive compagnie, gestione degli orari…) o di svago (rapporto con le nuove tecnologie, condotta…). La terapia a tal proposito vuole essere un momento per i genitori di confronto e comprensione della situazione e dei problemi del figlio, con l’obiettivo d'individuare strategie efficaci per la gestione e risoluzione di essi.

Come tratto i Disturbi di Coppia

La Terapia di Coppia coinvolge di tutti e due i partner e si lavora con l’obiettivo di ristrutturare o costruire una relazione armonica e amorevole, a prescindere dalle difficoltà personali del singolo.

Tramite la libera espressione dei propri pensieri e sentimenti, la terapia vuole fornire ai due partners una nuova chiave di lettura dei comportamenti propri e del partner, per permettere loro di decidere se hanno bisogno (e desiderano) dei cambiamenti nel loro rapporto e, in tal caso, essere aiutati a metterli in atto.

Separazioni e genitorialità

Sostegno nella separazione, coordinazione genitoriale e consulenza di parte.

La Separazione

Elaborare una separazione è un processo difficile e doloroso. Ogni separazione è un caso a sè stante che può essere percepito più o meno pesante dalle due parti. La separazione legale difatti non coincide necessariamente con la separazione emotiva dei coniugi che spesso non presenta una definitiva fine o trasformazione dei legami psicologici tra i due.

C’è inoltre da sottolineare che se la separazione diventa dolorosa da affrontare per i partner, ancora di più lo è per i figli che sono costretti a vivere la situazione passivamente e senza poter fare nulla.

Chiedere l’intervento psicologico per il supporto alla separazione aiuta a uscire dalla conflittualità ed elaborare e rimuovere gli ostacoli che impediscono di trovare un nuovo adattamento alla nuova situazione

Cosa faccio

Terapia per la separazione

Il percorso psicologico per il supporto alla separazione è finalizzato all'accettazione e comprensione della separazione, andando a individuare modalità idonee per la organizzazione post separazione, soprattutto in funzione dei figli, evitandone danni emotivi e relazionali.

Coordinatore Genitoriale

In una coppia separata, chi ci rimette il più delle volte sono i figli.
In questi casi è priorità e interesse dei genitori responsabili salvaguardare il benessere del figlio e scegliere soluzioni incisive ed efficaci.

Una di queste, che assicura ciò, è consultare un Coordinatore Genitoriale.

Esso è una figura terza non vincolante che viene nominata liberamente dalle parti, le quali sono consapevoli che il proprio rapporto conflittuale ostacola e mette a rischio la serenità del figlio.
Il ruolo del Coordinatore Genitoriale è quello d'intervenire in caso di conflittualità o difficoltà tra la coppia separata. Attraverso un consulto, ascolta e studia il problema in neutralità rispetto le parti e, nel caso non sia possibile una mediazione e creazione di un compromesso, prende una decisione nel merito del bambino.

Oltre a risolvere in velocità e pragmaticità il problema mettendo al primo posto il figlio, rivolgersi a un Coordinatore Genitoriale evita di dover ricorrere al tribunale, risparmiando tempo, energie e denaro.

Consulente tecnico di parte

In un processo di Tribunale, spesso si sente parlare di Consulente Tecnico di Ufficio (CTU) e Consulente Tecnico di Parte (CTP).

Il primo è un professionista nominato tramite un’ordinanza, che svolge la propria funzione di consulenza a favore del giudice. Il secondo invece, svolge la propria funzione di consulenza a favore di una delle parti in causa. Ha il compito di consulenza affiancando il CTU in ogni sua azione di consulenza, al fine di sostenere o contestare le osservazioni da lui prodotte tutelando l’interesse della parte che l’ha nominato.

Dolore e psicosomatica

Fibromialgia, cefalea, insonnia: quando il corpo parla anche per la mente.

Da cosa è causato il dolore e cosa sono i Disturbi Psicosomatici?

Tutti durante la nostra vita abbiamo provato dolore.

Sebbene la sua percezione sia soggettiva da persona a persona e variabile in livelli e modalità, il dolore è un’esperienza sensoriale solitamente avvertita come un’emozione sgradevole. Questa percezione avviene quando lo stimolo doloroso proveniente dalla periferia corporea raggiunge il sistema nervoso centrale: qui le varie aree cerebrali processano il segnale e ne permettono la presa di coscienza.

Ciò che provoca una sensazione di dolore possono essere malattie, problemi fisici cronici o piccoli incidenti casuali. Quando però un disturbo fisico non risulta essere associato ad una particolare malattia o causa, è probabile che tali sintomi siano di tipo psicologico e che quindi generino disturbi psicosomatici.

Ciò che li differenzia è la loro natura: essi infatti sono generati dal nostro sistema nervoso che, sollecitato dalle nostre emozioni, fa sì che il nostro corpo si trovi in uno stato di emergenza continua. Per questo motivo sono visti limitanti nella vita di tutti i giorni e vengono considerati come delle vere e proprie patologie che necessitano di una cura medica affiancata ad un supporto psicologico.

I principali disturbi e come li tratto

Fibromialgia

La Fibromialgia o Sindrome Fibromialgica è caratterizzata da un dolore muscolo-scheletrico “bruciante” cronico e diffuso e da affaticamento, in particolar modo nelle aree del corpo sottoposte a maggior sforzo (arti inferiori, collo, spalle). Proprio per la sua costante e variabile intensità e l’impossibilità di localizzare il dolore, la fibromialgia ha importanti ripercussioni sulla routine quotidiana e sulla gestione degli eventi stressanti di chi ne soffre.

Per la cura della fibromialgia, affiancato ad una terapia farmaceutica adeguata e a terapie fisiche come yoga e ginnastica dolce, un supporto psicologico risulta d’aiuto soprattutto per i disagi mentali connessi al disturbo, come: ansia, attacchi di panico e depressione.

L’utilizzo di un approccio di tipo cognitivo-comportamentale permette d'individuare e modificare i pensieri e i comportamenti disfunzionali nei confronti del dolore, inducendo così l’autoefficacia del paziente.

Cefalea

Tra i disturbi psicosomatici, la Cefalea risulta essere tra i più frequenti. Essa si presenta comunemente come dolore alla testa, diffuso o circoscritto e talvolta accompagnato da altri sintomi più gravi, come vomito, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione, fotosensibilità.
E’ uno stato che può durare da qualche minuto fino a molte ore, ripresentandosi a intervalli regolari.

In psicosomatica, la pesantezza e il dolore alla testa è tradotto come un segno di sovraccarico di pensieri o di un conflitto interno mentale che, non trovando via di sfogo, si manifesta in dolore e disturbo fisico. Per trattarla, durante il trattamento si vanno a individuare i fattori che favoriscono il sintomo; un esempio comune è quello della rabbia, che se non adeguatamente interpretata conduce il soggetto ad un sovraccarico nel corpo.

Insonnia

L’insonnia è un disturbo sempre più frequente nella popolazione che riguarda la natura qualitativa e quantitativa del sonno. Ci sono diversi tipi d'insonnia e si suddividono in: insonnia legata al problema dell’addormentamento, insonnia collegata al risveglio mattutino precoce e insonnia legata ai risvegli
notturni.

Le cause sono diverse e differenti ma per la maggior parte di natura psicologica, come ad esempio stress, ansia e/o depressione.
Proprio per questo motivo spesso l’utilizzo di sonniferi o tranquillanti non risolve completamente il problema: per trattare l’insonnia a dovere, un percorso psicologico risulta il trattamento più efficace, in quanto è finalizzato a individuare alla base le cause psicologiche che generano il disturbo.

Apprendimento

Valutazione e trattamento di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

Che cosa sono e da cosa sono causati i Disturbi dell’Apprendimento?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA sono disturbi molto frequenti tra i bambini che frequentano i primi livelli della scuola obbligatoria e riguardano uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo).

Si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e/o in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali ma possono costituire per il soggetto una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.

I DSA comprendono la dislessia (compromissione della capacità di lettura in termini di accuratezza e velocità), disgrafia (disturbo della scrittura di tipo grafo-motorio), disortografia (specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica) ed discalculia (difficoltà nel capire e individuare la relazione tra numero e quantità, nel leggere e scrivere i numeri, nel contare al contrario, capire e utilizzare i segni aritmetici).

Come tratto i Disturbi dell’Apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento possono essere trattati in diversi modi ma generalmente prevedono una fase iniziale di diagnostica, una fase di gestione e risoluzione del disturbo e parallelamente una di supporto psicologico ed emotivo.

Le tecniche utilizzate per la risoluzione delle problematiche mirano al consolidamento di strategie per la lettura, scrittura e calcolo attraverso esercizi svolti durante le sessioni e a casa. Questi hanno come scopo quello di automatizzare i processi di mentali e incrementare la rapidità e accuratezza.

Tipi di terapia

Da soli, in coppia, in famiglia, online

Terapia individuale

È il percorso più diffuso: si concentra sul funzionamento psicologico della singola persona, con tempi e strumenti costruiti sulle sue caratteristiche.

Dopo aver definito insieme l'obiettivo, ti accompagno ad affrontare il problema con le tecniche più adatte a te.

Terapia di coppia

Quando nella relazione ci sono poca comunicazione, poca intesa o il desiderio di ritrovarsi, lavorare insieme fa bene alla coppia e al benessere di ciascun partner.

Il percorso è rivolto a ogni coppia — sposata, convivente o no, eterosessuale o omosessuale — e dura in genere tra le 8 e le 20 sedute, con entrambi i partner presenti.

Terapia familiare

Quando gli equilibri familiari si incrinano, per esempio per un conflitto di coppia che coinvolge tutti, il lavoro si sposta sulle relazioni e sulla comunicazione tra i componenti della famiglia.

L'obiettivo è il benessere di ciascuno e un nuovo funzionamento del sistema familiare.

Percorso di crescita personale

Un viaggio di consapevolezza per chi attraversa un momento di insicurezza o disorientamento e vuole riconnettersi con sé e con gli altri, esplorando le proprie qualità e la propria unicità.

Consulenza online

Per chi non può venire in studio con regolarità — per lavoro, famiglia, salute o un trasferimento — le sedute si svolgono in videochiamata, nel rispetto delle indicazioni del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi e del Codice Deontologico.

La letteratura scientifica mostra che il sostegno psicologico a distanza può essere efficace quanto quello in presenza, quando il percorso è ben impostato.

Consulenze tecniche e perizie

Iscritta all'albo dei periti e dei consulenti tecnici del Tribunale di Udine, svolgo attività di consulente tecnico d'ufficio e di parte, valutazioni extragiudiziali del disagio e del danno psichico e coordinazione genitoriale.

Tecniche

Strumenti scelti sulla persona

Terapia sistemico-relazionale

La Terapia Sistemico Relazionale ha il proprio focus nell’ambito delle relazioni umane: lo studio è indirizzato non solo sulla persona, ma bensì sul concetto di sistema, caratterizzato dalle interazioni del singolo, le dinamiche e il processo della comunicazione tra individui. La patologia, quindi, è espressione di un disagio dell’intero sistema collettivo nel quale il paziente vive (ad esempio quello famigliare). Il soggetto portatore del disturbo diventa il componente del sistema-famiglia che manifesta il cattivo funzionamento del sistema, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni.

Valutando la forma di psicoterapia più idonea per ogni paziente (ad esempio terapia di coppia, famiglia o individuale), durante la Terapia Sistemico Relazionale il terapeuta aiuta il paziente a gestire e risolvere il suo malessere lavorando intorno alle problematiche gerarchiche e comunicative del sistema, attraverso esercizi svolti durante le sedute terapeutiche e a casa.

Terapia cognitivo-comportamentale

La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) osserva la relazione tra pensieri, emozioni e comportamento rispetto il contesto nel quale si presenta il problema della persona. La realtà in sé non crea il disturbo ma è l’interpretazione e percezione degli eventi esterni che determina la risposta emotiva e comportamentale. Per questo motivo, durante il trattamento il terapeuta lavora principalmente individuando, analizzando e sostituendo i pensieri disfunzionali per poi andare a sviluppare nel paziente abilità mirate alla gestione delle situazioni critiche sia a livello psicologico (es. self-talk positivo) che fisico (tecniche di rilassamento).

Ipnosi

L’ipnosi è uno stato di alterazione della percezione e della coscienza della realtà circostante. Al contrario di quello che normalmente si pensa, l’ipnosi non è un fenomeno mistico o soprannaturale. Entrare in uno stato di trance significa entrare in uno stato di rilassamento profondo e di equilibrio psichico e fisico, che consente alla persona di scoprire ed elaborare le proprie risorse inconsce in funzione del proprio benessere psicologico.
Proprio per le sue caratteristiche, l’ipnosi viene utilizzata in psicoterapia per affrontare patologie psicosomatiche e disturbi psichici, in quanto favorisce il rilassamento e lo sblocco delle rigide percezioni della realtà. Tramite suggestioni strutturate in modo efficace rispetto al paziente, aiuta a raggiungere lo stato di benessere e a lavorare inconsciamente sui propri problemi e obiettivi.

Training autogeno

Il Training Autogeno (TA) è una tecnica di rilassamento psicofisiologica utile al mantenimento dell’equilibrio dei processi e degli stati fisiologici e psicologici di chi la pratica.

Il training autogeno può essere appreso attraverso un percorso individuale o di gruppo. Attraverso la costante pratica di esercizi a livello corporeo (sistema muscolare, sistema cardiocircolatorio, sistema respiratorio) e mentale (processi immaginativi), permette di recuperare la naturale capacità di rilassarsi spesso compromessa da ritmi frenetici e stressanti.

Il TA viene utilizzato soprattutto per la gestione delle tensioni quotidiane e dei segnali di sovra-attivazione dell’organismo, come aumento di frequenza cardiaca, tensione e rigidità muscolare o scarso controllo delle reazioni emozioni.

EMDR

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è uno dei trattamenti più efficaci per l’elaborazione di eventi traumatici (es. malattie croniche, lutti, violenze fisiche e psicologiche, divorzi…) e la risoluzione dei Disturbi da Stress Post Traumatico (DSPT).

Un trauma diventa tale quando il cervello non riesce a processare un evento o situazione critica a causa dell’intensità emotiva provata dall’individuo in quel momento. L’esperienza e le sensazioni connesse vengono quindi congelate con lo stesso carico emotivo vissuto.
Durante il trattamento EMDR, lo psicologo stimola l’elaborazione di tali informazioni tramite rapide stimolazioni bilaterali; sbloccando e rielaborando il ricordo, il paziente a fine trattamento è in grado di ricordare l’accaduto come parte del passato senza percepirne più il malessere.

Mindfulness

La Mindfulness è una pratica il cui scopo è il raggiungimento della consapevolezza di sé e del momento presente in maniera non giudicante attraverso particolari tecniche di meditazione. È uno strumento integrativo che in psicoterapia viene utilizzato in diversi ambiti e contesti per migliorare la qualità della vita e il benessere psicologico del paziente.
La Mindfulness mira non tanto al rilassamento corporeo quanto al raggiungimento della consapevolezza di sé stesso, dei propri pensieri, delle proprie sensazioni e della realtà, intesa come qui e ora, che lo circonda. Questa comprensione e accettazione permette di affrontare le situazioni della vita in modo consapevole, riducendo l’influenza degli automatismi e delle abitudini disfunzionali che possono portare alla sofferenza.

Teoria polivagale

La Teoria Polivagale interpreta la risposta autonoma dell’organismo di fronte a sfide e minacce considerando i tre livelli celebrali del sistema nervoso autonomo.

Ciò che mette in luce è la composizione filogenetica del nostro sistema parasimpatico, il quale è composto da due circuiti: quello ventro-vagale (più recente) che guida i muscoli del volto, la voce e il respiro e quello dorso-vagale (più antico) che mantiene l’equilibrio e il controllo delle funzioni viscerali di base (stomaco, intestino tenue, colon, vescica). Secondo la teoria, questi due circuiti andrebbero ad attivarsi a seconda della gravità del pericolo che viene percepito dalla persona. Il primo ha un effetto calmante sul cuore, riduce il livello di attivazione del sistema simpatico e promuove comportamenti d’ingaggio sociale, mentre il circuito più antico ha un’unica reazione possibile, ossia il collasso (shut-down).
In generale, l’obiettivo della terapia basata sulla teoria Polivagale è quello di favorire l’attivazione del sistema più evoluto in situazioni di difficoltà attraverso tecniche integrate centrate sul corpo che permettono di ripristinare l’autoregolazione e il senso di sicurezza.

Il primo passo può essere una conversazione.

Scrivimi per un appuntamento in studio, a Codroipo o a Spilimbergo, oppure online.